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Calcolo Codice Fiscale Inverso

Correzione del codice fiscale

A cura della RedazioneAggiornato il 4 minuti di lettura

Un codice fiscale sbagliato lo si scopre in due modi: non supera il controllo formale, oppure lo supera ma non corrisponde alla persona. Sono due errori diversi, con cause e rimedi diversi. Questa pagina li separa e dice qual è il test da fare per primo, prima di chiedere qualunque correzione.

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Il primo test si fa qui: il decodificatore ricalcola il carattere di controllo e dice se il codice è formalmente coerente, lettera per lettera.

I due tipi di errore

Errore formale: il codice non torna con se stesso

L’ultima lettera è il sigillo di controllo del resto: se una qualunque delle prime quindici posizioni è stata trascritta male, il ricalcolo dà una lettera diversa. È l’errore più comune e il più innocente: quasi sempre è un refuso di chi ha digitato, non un difetto del codice originale.

Errore sostanziale: il codice non torna con la persona

Il controllo passa, il codice è ben formato, ma i dati che codifica — sesso, data, luogo di nascita — non sono quelli del titolare. Succede quando alla fonte sono stati registrati dati errati, o quando il codice è stato attribuito su dati poi corretti. Questo è l’errore che richiede l’Agenzia delle Entrate.

Il test da fare per primo

Prima di qualsiasi sportello, il controllo formale: costa dieci secondi e orienta tutto il resto. Incolla il codice nel riquadro qui sopra e guarda due cose — se il carattere di controllo torna, e se i dati decodificati sono plausibili per la persona che lo porta. Un codice che fallisce il controllo è quasi certamente un refuso; un codice che passa ma decodifica una data impossibile — un anno nel futuro, un giorno 00 — nasconde un problema più serio. Gli errori più frequenti e i loro rimedi sono catalogati a parte.

Gli errori di battitura più frequenti

Tre famiglie coprono quasi tutti i refusi: le cifre scambiate di posto (decine e unità del giorno, anno rovesciato), le lettere omesse o raddoppiate nei primi sei caratteri, e i caratteri confusi tra loro. Su quest’ultimo punto il codice difende se stesso: l’O maiuscola non esiste né come cifra né come lettera sostitutiva dell’omocodia, quindi un’O dove dovrebbe esserci uno zero si nota subito. Il riconoscimento dei codici errati o inventati sfrutta proprio questi appigli.

La procedura di correzione

La correzione è monopolio dell’Agenzia delle Entrate: si presenta un documento d’identità all’ufficio competente, si espongono i dati corretti, e l’ufficio attribuisce o rettifica il codice. Dopo la rettifica la tessera sanitaria viene riemessa con il codice corretto — il duplicato della tessera segue la sua strada — e ogni ente che conservava il vecchio codice va aggiornato, ciascuno per conto suo.

Un caso particolare merita menzione: quando l’errore sostanziale nasce dall’omonimia — due persone a cui il calcolo ordinario darebbe lo stesso codice — la rettifica segue la via dell’ omocodia, che cambia il codice alla seconda persona senza toccare la prima.

Correggere non è cambiare

La correzione rimette a posto un codice che non sarebbe mai dovuto essere così: un refuso, un dato errato alla fonte. Il cambio del codice fiscale è un’altra cosa: segue la vita del titolare — un cognome che cambia, l’omocodia che si materializza — e dà alla persona un codice nuovo per eventi nuovi. Confondere i due è il modo più rapido per chiedere all’ufficio sbagliato la cosa sbagliata.

Domande frequenti

Fonte: Agenzia delle Entrate, domande frequenti su codice fiscale e tessera sanitaria · DM 23 dicembre 1976 per le regole formali del codice. Fonti e metodo

Prima di chiedere la correzione, il controllo formale lo fa il calcolo codice fiscale inverso. Gli errori più frequenti, con le loro cause, sono catalogati come codice fiscale non valido: le cinque cause. Quando il refuso non è un refuso, il discorso diventa quello di riconoscere un codice fiscale falso. Se invece il codice è giusto ma la vita del titolare è cambiata, la pagina giusta è il cambio del codice fiscale.

Approfondisci

Avvertenza

Questo strumento decodifica la struttura formale di un codice fiscale e ne verifica il carattere di controllo. Non conferma che il codice sia stato effettivamente attribuito a una persona: quella verifica è possibile solo attraverso il servizio ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Fonti e metodo