Generatore di codice fiscale
Genera un codice fiscale formalmente corretto da cognome, nome, data di nascita, sesso e comune. Il calcolo segue il DM 23/12/1976 e avviene nel browser.
Che cosa fa questo generatore
Questo strumento produce codici fiscali formalmente corretti da usare come dati di prova: collaudare un modulo, popolare un ambiente di sviluppo, verificare che una funzione di validazione si comporti come deve. I sedici caratteri che ottieni superano i controlli di validità formale, perché sono calcolati con l’algoritmo del decreto.
Se invece stai cercando il tuo codice fiscale o quello di un familiare, il posto giusto è il calcolo del codice fiscale: stesso motore, ma pensato per dati veri e per un caso alla volta.
Un codice generato non è un codice attribuito. Attribuire i codici fiscali spetta soltanto all’Agenzia delle Entrate, e servirsi di un codice inventato al posto del proprio non è una scorciatoia amministrativa: è un illecito.
A che cosa serve un codice generato
Quattro impieghi legittimi, tutti accomunati dal fatto che il codice non deve identificare nessuno.
Collaudare un modulo
Verificare che il campo “codice fiscale” accetti i codici regolari, rifiuti quelli con il carattere di controllo errato e non si blocchi sugli spazi o sul minuscolo.
Popolare un ambiente di sviluppo
Riempire una base dati di collaudo senza copiarvi anagrafiche reali. I codici generati si comportano come quelli veri e non riguardano nessuno.
Provare una validazione
Confrontare il risultato della propria funzione di controllo con un codice di riferimento calcolato secondo il decreto, caso per caso.
Preparare esempi e documentazione
Manuali, schermate, materiale di formazione: un codice generato evita di esporre quello di una persona in documenti destinati a essere letti da altri.
In nessuno di questi casi il codice serve a dichiarare un’identità. Nel momento in cui lo fa (un’iscrizione, un contratto, una comunicazione a un ente) smette di essere un dato di prova e diventa un dato falso.
Codici fiscali di prova per chi sviluppa
Un insieme di prova fatto di soli codici regolari non dimostra granché: la parte interessante di una validazione è come si comporta sui casi limite e sugli errori. Questi sette casi coprono le situazioni che nella pratica fanno cadere i controlli.
| Caso | Codice | Che cosa mette alla prova |
|---|---|---|
| Codice regolareatteso: valido | RSSMRA85M01H501Q | il percorso normale, senza particolarità |
| Soggetto di sesso femminileatteso: valido | BNCLRA90A41F205I | il giorno di nascita aumentato di 40 |
| Nascita all’esteroatteso: valido | MLLSNT82P65Z404U | il codice Belfiore che inizia per Z |
| Cognome di due lettereatteso: valido | REXMRA85M01H501P | il riempimento con la X quando i caratteri non bastano |
| Codice omocodicoatteso: valido | RSSMRA85M01H5LMT | le lettere nelle posizioni normalmente numeriche |
| Carattere di controllo erratoatteso: non valido | RSSMRA85M01H501Z | il ricalcolo del sedicesimo carattere |
| Data inesistenteatteso: non valido | RSSMRA85B30H501C | il confronto con il calendario, oltre al carattere di controllo |
Due avvertenze che fanno la differenza quando si scrive il controllo. La prima: lo schema di validazione non deve pretendere cifre in tutte e sette le posizioni numeriche, altrimenti scarta i codici omocodici, che sono regolari. La seconda: verificare il formato non basta, va ricalcolato anche il carattere di controllo e va controllato che la data esista davvero. Gli ultimi due codici della tabella servono esattamente a smascherare chi si ferma prima.
Puoi incollare ciascuno di questi codici nella verifica del codice fiscale per confrontare l’esito con quello del tuo programma, oppure controllarli tutti insieme con la verifica multipla. Per rileggere un codice generato e vedere quali dati se ne ricavano davvero c’è il calcolo del codice fiscale inverso. Le regole di formazione, posizione per posizione, sono raccolte nelle note per chi sviluppa.
Una buona pratica, infine: tenere i codici di prova rigorosamente separati dai dati reali. Un ambiente di collaudo popolato con anagrafiche vere è un rischio inutile, quando generare codici fittizi costa qualche secondo.
Perché un codice generato può non essere quello reale
L’algoritmo è pubblico e deterministico: agli stessi dati anagrafici corrisponde sempre lo stesso risultato. Questo però non garantisce che il codice calcolato sia quello che l’Agenzia delle Entrate ha effettivamente attribuito alla persona.
L’omocodia è la ragione principale. Quando due persone, applicando le regole ordinarie, otterrebbero lo stesso codice, a una delle due ne viene attribuito uno diverso: alcune cifre sono sostituite da lettere secondo una tabella fissa, a partire da destra, e il carattere di controllo viene ricalcolato. È una decisione che dipende da chi c’era prima negli archivi, non dai dati anagrafici, e perciò nessun calcolo può anticiparla. Come funziona la sostituzione
Ci sono poi cause più prosaiche. Il codice Belfiore va riferito al comune com’era alla data di nascita, e i comuni nel tempo vengono soppressi, accorpati o rinominati. Un cognome trascritto all’anagrafe in una forma diversa da quella d’uso corrente, o un nome doppio registrato per intero, cambiano le prime sei lettere. Per il proprio codice fiscale fa fede il documento rilasciato dall’Agenzia delle Entrate, non il risultato di un calcolo.
Che cosa non si può fare con un codice generato
Un codice fiscale inventato non diventa tuo perché il calcolo torna
Essendo l’algoritmo pubblico, un codice generato da dati plausibili può coincidere, carattere per carattere, con quello di una persona che esiste davvero. La coincidenza non ti attribuisce nulla: quel codice resta di quella persona, e ogni uso che ne fai ricade sulla sua posizione fiscale.
Indicare un codice fiscale non proprio, o del tutto inventato, in un modulo, in un contratto, in una dichiarazione o in un documento destinato a un ente non è una semplice irregolarità formale. A seconda del caso può integrare la sostituzione di persona o una falsità documentale (entrambe fattispecie penali) e può comportare conseguenze civili e tributarie. Il fatto che il codice superi i controlli automatici non attenua nulla: li supera perché è costruito bene, non perché sia legittimo.
Vale anche al contrario: usare il codice fiscale di un’altra persona per iscrizioni, acquisti o registrazioni la espone a comunicazioni e accertamenti che non la riguardano, e resta una condotta di cui si risponde anche quando l’intento era soltanto dimostrativo.
Chi ha bisogno di un codice fiscale e non ne ha ancora uno non deve generarselo: va richiesto all’Agenzia delle Entrate, che lo attribuisce e ne rilascia il certificato di attribuzione. Chi non ricorda il proprio lo trova sulla tessera sanitaria o nel proprio cassetto fiscale.
Domande frequenti
A cura della Redazione · Aggiornato il
Fonte delle regole di formazione: DM 23 dicembre 1976 (Ministero delle Finanze) · corrispondenza fra codici Belfiore e comuni: ISTAT. I codici di prova riportati in questa pagina sono stati verificati ricalcolando il carattere di controllo sui primi quindici caratteri. Fonti e metodo
Avvertenza
Questo strumento decodifica la struttura formale di un codice fiscale e ne verifica il carattere di controllo. Non conferma che il codice sia stato effettivamente attribuito a una persona: quella verifica è possibile solo attraverso il servizio ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Fonti e metodo
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