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Codice fiscale del neonato: come è fatto e come si legge

A cura della Redazione · Aggiornato il · 5 minuti di lettura

Il codice fiscale di un neonato è generato dallo stesso algoritmo di tutti gli altri e codifica il cognome, il nome, la data di nascita, il sesso e il comune di nascita del bambino. Non esiste un formato ridotto o provvisorio per i primi anni di vita: sono sedici caratteri come quelli di un adulto, e si leggono con lo stesso calcolo inverso.

Questa pagina spiega che cosa c’è dentro quei sedici caratteri e come rileggerli. Per la procedura di attribuzione la fonte da seguire è l’Agenzia delle Entrate, e più sotto trovi il riepilogo del meccanismo che l’Agenzia descrive.

Decodifica il codice fiscale del bambino

Incolla il codice e leggi subito data di nascita, sesso e comune di nascita. Se vuoi vedere il funzionamento prima di usare un codice vero, prova con RSSSFO26C52H501Z: è un esempio costruito con l’algoritmo, non un codice attribuito a qualcuno.

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Che cosa contiene, carattere per carattere

L’esempio è il codice che risulterebbe per una bambina che si chiama Sofia Rossi, nata il 12 marzo 2026 a Roma. Ecco come si scompone.

Pos.Car.SignificatoValore
1–3RSSconsonanti del cognomeRossi
4–6SFOconsonanti e vocali del nomeSofia
7–826ultime due cifre dell’anno2026
9Clettera del mesemarzo
10–1152giorno, +40 se femminile12 · femminile
12–15H501codice del comuneRoma
16Zcarattere di controllocorretto

Le righe in grigio sono quelle che, partendo dal solo codice, non si possono ricostruire: qui il nome e il cognome sono indicati perché li conosciamo già. Da un codice fiscale reale cognome e nome non sono recuperabili, mentre data, sesso e comune di nascita si leggono con esattezza.

È il codice del bambino, non della famiglia

Nel codice fiscale di un neonato non c’è alcuna traccia dei genitori. I caratteri iniziali derivano dal cognome del bambino, che nella maggior parte dei casi coincide con quello di un genitore, ma la coincidenza finisce lì: la data, il sesso e il codice del comune sono i suoi.

Il comune codificato, in particolare, è quello in cui è avvenuto il parto, che non coincide necessariamente con quello di residenza della famiglia. Un bambino nato in un ospedale del capoluogo porterà nel codice il comune del capoluogo anche se i genitori vivono altrove.

I genitori non scelgono il codice

Il codice fiscale non viene assegnato pescandolo da un elenco: è il risultato di un calcolo fissato dal decreto ministeriale del 23 dicembre 1976. Applicato agli stessi dati, restituisce sempre lo stesso codice.

Al momento della nascita quasi tutti i dati sono già determinati: il cognome, la data, il sesso, il comune. L’unico margine è il nome, che governa i caratteri dalla quarta alla sesta posizione. Chiamare la bambina dell’esempio Giulia anziché Sofia cambia SFO in GLI, e di conseguenza cambia anche il carattere di controllo finale, che si ricalcola sui quindici caratteri precedenti e passa da Z a Y.

Può capitare, raramente, che i dati di due persone producano lo stesso codice. In quel caso l’Agenzia delle Entrate ne attribuisce una variante sostituendo alcune cifre con lettere: è il meccanismo dell’omocodia.

Calcolarlo in anticipo: si può, ma non ha valore

Poiché l’algoritmo è pubblico e deterministico, nulla impedisce di calcolare in anticipo il codice che risulterebbe dal nome che hai in mente. È un esercizio utile per capire come funziona la codifica, o per controllare un codice già ricevuto.

Quando viene attribuito

Il meccanismo descritto dall’Agenzia delle Entrate è questo: dopo la nascita i genitori presentano la dichiarazione di nascita al Comune di residenza (nella maggior parte dei casi la dichiarazione è resa presso la Direzione sanitaria dell’ospedale o della casa di cura, che poi la trasmette al Comune) e il Comune attribuisce il codice fiscale al neonato tramite il sistema ANPR, l’Anagrafe nazionale della popolazione residente. Il codice nasce quindi insieme alla registrazione anagrafica, senza una domanda separata.

Sempre secondo l’Agenzia, in caso di urgenza o se il Comune non lo ha ancora attribuito, i genitori possono richiederlo online nell’area riservata dell’Agenzia, con il servizio «Richiesta di attribuzione del codice fiscale al neonato», oppure presso un ufficio con il modello AA4/8 e la documentazione indicata. Per tempi, requisiti e casi particolari fa fede quanto pubblicato dall’Agenzia delle Entrate: questa pagina non li riproduce per non rischiare di riportarli superati.

Domande frequenti

Fonti: Agenzia delle Entrate, risposte alle domande più frequenti (composizione del codice, attribuzione al neonato tramite ANPR, avvertenza sui codici calcolati online) · DM 23 dicembre 1976 per l’algoritmo · ISTAT, elenco dei comuni italiani per il codice Belfiore. Il codice RSSSFO26C52H501Z è un esempio didattico, verificato ricalcolandone il carattere di controllo. Fonti e metodo

Approfondisci

Avvertenza

Questo strumento decodifica la struttura formale di un codice fiscale e ne verifica il carattere di controllo. Non conferma che il codice sia stato effettivamente attribuito a una persona: quella verifica è possibile solo attraverso il servizio ufficiale dell’Agenzia delle Entrate. Fonti e metodo