Codice fiscale senza residenza in Italia
Sì, il codice fiscale si può avere senza risiedere in Italia: lo chiedono ogni anno stranieri e italiani all’estero che hanno rapporti fiscali con il Paese. La confusione nasce da un equivoco alla base: il codice non contiene la residenza e non la richiede. Contiene la nascita.
Qualunque codice si legga con il decodificatore della home, di un residente o di un non residente, la struttura è la stessa.
Sì, si può
Il codice fiscale è l’identificativo fiscale di una persona verso l’Italia, non il certificato di dimora. Lo hanno — ed è del tutto normale — l’italiano iscritto all’AIRE che vive a Londra da vent’anni, il cittadino statunitense che ha ereditato una casa in Toscana, il lavoratore extraeuropeo assunto da un’azienda italiana prima ancora del visto. L’ richiesta del codice fiscale segue percorsi diversi a seconda di chi la fa, ma nessun percorso passa dall’obbligo di una residenza italiana.
La residenza nel codice non c’è
Vale la pena dirlo con precisione, perché è il punto che scioglie tutte le domande connesse. I sedici caratteri codificano cognome, nome, sesso, data di nascita e luogo di nascita. Non la residenza, non il domicilio, non la cittadinanza. Per questo il codice di chi emigra non cambia, e per lo stesso motivo il codice di chi non ha mai messo piede in Italia è indistinguibile, nella forma, da quello di chi c’è nato.
A chi serve
Chi ha rapporti fiscali con l’Italia
Un immobile ereditato, una fattura da emettere, un conto da aprire: gli obblighi fiscali italiani richiamano il codice, e il codice si ottiene senza trasferirsi.
Chi lavora per il mercato italiano
Datori di lavoro, piattaforme, studi che pagano soggetti non residenti: il codice è la chiave con cui li registrano. Il caso più vasto è quello dei cittadini stranieri, trattato a parte insieme ai suoi casi limite.
Gli italiani all’estero
Chi è nato in Italia e poi emigrato conserva il codice di sempre; chi è nato all’estero da genitori italiani — il caso dei codici Z — ne riceve uno nuovo con lo Stato estero di nascita nel blocco finale.
Come si ottiene
Dal proprio Paese, tramite il consolato o l’ambasciata italiana: la domanda con un documento d’identità e i dati anagrafici, e il certificato arriva dopo l’elaborazione dell’Agenzia delle Entrate. Chi invece si trova in Italia può presentarsi direttamente in ufficio, come qualunque richiedente. In entrambi i casi il rilascio è gratuito, e il certificato di attribuzione è il documento che prova l’avvenuta assegnazione.
Domande frequenti
Fonte: Agenzia delle Entrate, domande frequenti su attribuzione del codice fiscale a non residenti · DM 23 dicembre 1976 per la struttura del codice. Fonti e metodo