TIN: che cos’è e perché il tuo è il codice fiscale
Se un modulo ti chiede il TIN, il codice da scrivere è il tuo codice fiscale: per l’Italia il Tax Identification Number è esattamente quello. Sedici caratteri, tutti attaccati, come compaiono sulla tessera sanitaria.
Che cos’è un TIN
TIN sta per Tax Identification Number. È il termine generico con cui l’Unione europea e l’OCSE indicano il numero che un Paese assegna ai propri contribuenti per identificarli. La Commissione europea lo descrive come un identificativo più affidabile di nome e indirizzo, utile anche a riconoscere chi investe in un altro Stato membro.
Due punti vanno chiariti subito, perché sono la fonte di quasi tutti gli equivoci. Il primo: non esiste un TIN a livello dell’Unione. Esistono i TIN nazionali, e non tutti gli Stati membri ne hanno uno. Il secondo: struttura e sintassi sono fissate dalle autorità nazionali, quindi due TIN di due Paesi diversi non si somigliano in alcun modo.
Nei documenti in lingua italiana della Commissione e dell’Agenzia delle Entrate «TIN» è tradotto con codice di identificazione fiscale. È la stessa cosa: se un modulo usa una delle due espressioni, sta chiedendo il medesimo dato.
Il TIN italiano è il codice fiscale
Nella raccolta di schede paese della Commissione, l’Italia compare con un solo identificativo per le persone fisiche: il codice fiscale, sedici caratteri secondo lo schema LLLLLL99L99L999L. La scheda rimanda al decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, che detta le norme generali sull’attribuzione, e precisa che un codice fiscale è valido se è registrato dall’Agenzia delle Entrate.
| Posizione | Schema | Contenuto |
|---|---|---|
| 1–6 | LLLLLL | Cognome e nome |
| 7–8 | 99 | Anno di nascita |
| 9 | L | Mese di nascita |
| 10–11 | 99 | Giorno di nascita e sesso |
| 12–15 | L999 | Comune di nascita |
| 16 | L | Carattere di controllo |
La stessa scheda annota che in Italia il codice fiscale non è stampato sui documenti di identità: si trova sulla tessera sanitaria, per chi ha diritto alle prestazioni del servizio sanitario, oppure sul tesserino del codice fiscale.
Quando ti viene chiesto un TIN
Il caso più frequente è lo scambio automatico di informazioni finanziarie fra amministrazioni fiscali, il regime noto come CRS/DAC2. Le istituzioni finanziarie devono stabilire dove è residente fiscalmente ogni titolare di conto e registrarne il numero di identificazione fiscale: è per questo che una banca, un broker o una società di gestione ti fanno firmare un’autocertificazione con una casella «TIN».
Nelle risposte alle domande frequenti sul CRS/DAC2 l’Agenzia delle Entrate spiega agli operatori proprio come controllare un codice estero, rinviando al servizio della Commissione europea. Il percorso inverso vale per te: se sei residente fiscalmente in Italia, il codice che l’altra parte deve registrare è il tuo codice fiscale.
Come si scrive nel modulo
Sedici caratteri di seguito, senza spazi e senza trattini, in maiuscolo. Non va aggiunto alcun prefisso di Paese: la sigla IT davanti al numero riguarda la partita IVA comunitaria, che è un’altra cosa e si verifica su un altro portale.
Attenzione a un dettaglio che manda in errore molti moduli stranieri: nel codice fiscale possono comparire lettere dove ti aspetteresti cifre. Non è un refuso, è l’omocodia, e il codice resta pienamente valido. Se il modulo lo rifiuta, il problema è la sua validazione, non il tuo codice.
Prima di inviarlo puoi controllarlo con il decoder: se il carattere di controllo non torna, hai sbagliato a trascriverlo.
Il verificatore della Commissione europea
Si chiama TIN on the Web ed è il servizio pubblico con cui la Commissione permette di controllare un identificativo fiscale di uno dei ventisette Stati membri. Vale la pena sapere con precisione che cosa fa e che cosa non fa, perché la differenza è sostanziale.
| Il modulo controlla | Esito |
|---|---|
| La struttura del codice: tipo e numero di caratteri | Sì |
| La sintassi, se l’autorità nazionale ha comunicato l’algoritmo | Sì |
| Che il codice esista davvero o sia stato attribuito | No |
| L’identità della persona a cui appartiene | No |
| I codici delle persone giuridiche | No |
È la stessa logica del controllo formale che facciamo su questo sito: la forma si verifica, l’esistenza no. La Commissione lo dice esplicitamente, contrapponendo il proprio modulo al portale VIES delle partite IVA, e avverte inoltre di non poter garantire che le informazioni fornite dagli Stati membri siano aggiornate.
Per i Paesi fuori dall’Unione un servizio equivalente non esiste. L’Agenzia delle Entrate rimanda alla raccolta dell’OCSE sulle norme nazionali che disciplinano emissione, struttura, uso e validità dei numeri di identificazione fiscale nelle giurisdizioni aderenti.
Perché il TIN italiano è diverso da tutti gli altri
Guardando le schede paese una accanto all’altra la particolarità italiana salta agli occhi. Il TIN tedesco è una sequenza di undici cifre che per legge non può essere ricavata da altri dati della persona. Quello francese è definito «non significativo» dalla stessa Commissione. Quello spagnolo ha una struttura che non riserva alcuna posizione alla data o al luogo di nascita.
Il codice fiscale italiano fa l’opposto: è calcolato a partire dai dati anagrafici, e ogni suo blocco corrisponde a un’informazione precisa. Questo lo rende l’unico dei quattro che si può leggere all’indietro. Ed è esattamente il motivo per cui esiste questo sito.
Leggere un codice fiscale italiano
Domande frequenti
Fonti di questa pagina
- Commissione europea: TIN on the Web, modulo di verifica. Consultato il 30 luglio 2026. Da qui l’elenco dei ventisette Stati membri coperti e i limiti del servizio: controlla la struttura, controlla la sintassi solo se l’autorità nazionale ha comunicato l’algoritmo, non conferma l’identità della persona né che il codice esista o sia stato attribuito, non valida i codici delle persone giuridiche.
- Commissione europea, DG TAXUD: Taxpayer Identification Number (TIN). Definizione di TIN, assenza di un identificativo a livello dell’Unione, specifiche fissate dalle autorità nazionali, avvertenza sull’aggiornamento dei dati.
- Commissione europea: scheda paese «TIN by country», Italia, edizione italiana, versione 05/07/2012. Struttura a sedici caratteri LLLLLL99L99L999L, rinvio al DPR 29 settembre 1973 n. 605, validità subordinata alla registrazione presso l’Agenzia delle Entrate, reperibilità su tessera sanitaria e tesserino.
- Agenzia delle Entrate: risposte alle domande frequenti CRS/DAC2. Rinvio al modulo europeo per la verifica di un numero di identificazione fiscale estero, con la stessa descrizione dei limiti del servizio; rinvio alla raccolta dell’OCSE per le giurisdizioni extra-UE; procedura di rettifica del dato sulla residenza nelle comunicazioni CRS.
- OCSE: Tax Identification Numbers, indicato dall’Agenzia delle Entrate come riferimento per le giurisdizioni non appartenenti all’Unione europea.
Non abbiamo indicato tempi di rilascio, uffici competenti o modalità di richiesta del TIN in Paesi diversi dall’Italia se non erano leggibili su una fonte ufficiale. Come verifichiamo i contenuti